Con entusiamo sta plasmando il cielo calabrese
Amministratore unico di Sacal, racconta la rivoluzione degli scali calabresi: +36% di passeggeri nei primi sei mesi del 2025, nuove rotte internazionali e un sistema aeroportuale su misura per una regione dalle enormi potenzialità.
di Alessandro Luongo
“Devo salutarla, ho un impegno imminente, a dicembre inauguriamo le nuove sale d’imbarco dell’aeroporto di Reggio Calabria”. Marco Franchini, amministratore unico di Sacalo, società di gestione aeroportuale dei tre scali calabresi di Lamezia Terme, Reggio Calabria, appunto, e Crotone, è un fiume in piena. “Ho lasciato piazza delle Erbe a Verona (nel cuore storico della città scaligera, Ndr) il 2 maggio del 2022 per offrire ai residenti e viaggiatori l’opportunità di vivere una regione complicata ma con peculiarità davvero uniche. Una scommessa vinta, perché la Calabria ora può candidarsi come una destinazione neo-esotica alternativa all’overtourism che affligge molte parti d’Italia”.
E, aggiunge, “può contribuire con il turismo allo sviluppo economico, a condizione che sia supportata dalla politica con la P maiuscola”.
In tre anni, sono state rimosse tutte le difficoltà esistenti, “e nei prossimi tre saranno sviluppate le infrastrutture intermodali, con le ferrovie e i traghetti, i servizi per passeggeri con mobilità ridotte”.
I numeri registrati fanno ben sperare. Nei primi sei mesi del 2025 i tre scali gestiti da Sacal hanno segnato un incremento di passeggeri del 36 per cento (430.000), di cui solo Lamezia Terme il 20 per cento, fiore all’occhiello del sistema aeroportuale, con 43 rotte internazionali, 11 nazionali e 10 nuovi voli”.
Ma da veronese trasferito in Calabria, cosa consiglierebbe a un suo corregionale per venire in questa terra?
“Colgo l’occasione per rimuovere tutti i pregiudizi che gli stessi calabresi spesso esternano: si possono realizzare investimenti importanti qui, e si deve puntare molto sul marketing territoriale. La Calabria, protesa verso il Mediterraneo, ha caratteristiche uniche: sport acquatici sulle due coste dello Jonio e del Tirreno, lo sci con la vista innevata dell’Etna di fronte…Insomma, potenzialità che vanno sviluppate prestando grande attenzione però alla qualità”.
Può tracciare un bilancio della sua attività dal suo insediamento e riconferma?
“Mi sono trasferito qui, e ho trovato molte problematiche, ma ci sono abituato. Nel 1999, in soli sei mesi ho contribuito alla realizzazione dello scalo di Montichiari (Bs); dal 2001al 2018 sono stati investiti 600 milioni di euro nei quattro scali pugliesi, in Puglia (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto-Grottaglie); a Catania sono state messe in progettualità importanti. In Calabria stiamo realizzando un vero e proprio sistema aeroportuale: ognuno dei tre approdi ha caratteristiche precise e diverse. Insomma, un impegno infrastrutturale per sviluppare una regione che ha individuato per il proprio sviluppo come priorità il sistema aeroportuale. A Crotone, oltre ai voli, ad esempio, cerchiamo di attrarre investimenti per la manutenzione e per concentrare l’attività regionale della Protezione civile dello scalo. A Reggio c’è grande fermento dovuto al posizionamento di Ryan Air che è stato consentito con un importante impegno economico della Regione Calabria. Bisogna tuttavia destagionalizzare l’offerta turistica, far vivere la Calabria di turismo quasi tutto l’anno. Ad esempio, i trentini si sono inventati il ‘foliage’ per portare turisti anche in autunno. L’obiettivo è inoltre, valorizzare l’aeroporto di Reggio come infrastruttura collegata in maniera intermodale al nord della Sicilia ed in grado di offrire con i traghetti che partono dal porto di Reggio destinazioni molto apprezzate nel freddo dell’Europa come Salina, Lipari, Panarea, Vulcano, ad esempio”.
E Crotone come sta andando? “Abbiamo rilevato un incremento del 40 per cento, grazie alle nuove rotte con Dusseldorf e cinque domestiche, di cui un volo giornaliero per Roma. Vogliamo potenziarlo con voli sulla Germania, e sulla Polonia. L’aeroporto della costa jonica ha potenzialità inespresse molto significative”.
In definitiva, quali sono gli obiettivi strategici che si pone la Sacal nel prossimo triennio?
“Sviluppare il traffico sul Regno Unito, Est Europa, Nord America, Canada, e poi la Spagna, con Madrid, Barcellona e Valencia in particolare”.
Non mi ha risposto. Cosa consiglierebbe a un veronese per venire in Calabria, e lei come si trova?
“Suggerirei ad un veronese di venire in qui cercando emozioni che in nessun’altra regione può trovare, esperienze che hanno quel carattere di autenticità e unicità che danno il vero valore aggiunto al vissuto del viaggiatore. In Calabria mi trovo molto bene, soprattutto perché lavoro con una squadra orgogliosa di far parte del cambiamento”.
















