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Parco Nazionale del Pollino

Parco Nazionale del Pollino

Il gigante gentile del Sud

Un palcoscenico unico, dove la natura recita il suo ruolo più maestoso.
Il Parco Nazionale del Pollino, tra Calabria e Basilicata, conquista
con i suoi panorami mozzafiato, le vette imperiose, le faggete vetuste e i suoi alberi monumentali.

di Alessandro Luongo

Un palcoscenico unico, dove la natura recita il suo ruolo più maestoso. Il Parco Nazionale del Pollino, istituito nel novembre 1993, tra Calabria e Basilicata, conquista con i suoi panorami mozzafiato, le vette imperiose, le faggete vetuste e i suoi alberi monumentali.
Con i suoi 192.565 ettari, è la più vasta area protetta in Italia, istituita il 15 novembre del 1993. Racchiude un paesaggio selvaggio e potente, di massicci come il Pollino, i monti dell’Orsomarso e il monte Alpi, dove l’uomo ha imparato a vivere in armonia con la natura. Il suo fiore all’occhiello è il Pino Loricato, raro e resistente, che si arrampica sulle rocce più alte come un guerriero antico: scultura vivente, relitto dell’ultima glaciazione, oggi rappresenta l’anima indomita di questo Parco. Il Pollino è una terra di confine e d’incontro, dove si parlano idiomi arcaici, si conservano riti antichi, si cammina su sentieri millenari. Un patrimonio umano e culturale che si intreccia con quello naturale. La biodiversità è eccezionale: lupi, aquile reali, lontre, caprioli, orchidee rare. Qui ogni stagione ha il suo volto: la neve che disegna silenzi d’inverno, i fiori che esplodono a primavera, i boschi dorati in autunno, l’aria fresca che ristora d’estate. Nel 2015 il Parco è entrato nella Rete dei Geoparchi mondiali UNESCO.
Le faggete vetuste di Cozzo Ferriero e del Pollinello sono state riconosciute Patrimonio dell’Umanità, come parte delle “Antiche Faggete Primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”. Camminare in quei luoghi è un’esperienza quasi mistica, dove ogni foglia sembra raccontare una storia che affonda nei secoli.
Non solo bellezza contemplativa, tuttavia, anche azione e avventura. Tra le diverse piste ciclabili, spicca la Ciclovia dei Parchi della Calabria, che attraversa gran parte dell’warea protetta sul versante calabrese, collegando Laino Borgo a Morano Calabro, Mormanno, e altri comuni. Un altro percorso interessante è quello che collega Lagonegro a Rotonda, in Basilicata, lungo un tratto di ex ferrovia. Inoltre la varietà del suo territorio lo rende una palestra all’aria aperta: trekking, canyoning, rafting, arrampicata, mountain bike, escursioni a cavallo. I suoi canyon, le creste rocciose, i corsi d’acqua tumultuosi sono un invito costante all’esplorazione e alla meraviglia. Il Parco è anche scrigno geologico. I suoi 75 Geositi testimoniano milioni di anni di storia della Terra. Organizzati in sistemi territoriali omogenei, rivelano ambienti di grande interesse scientifico, ma anche affascinanti per chi ama il contatto con la natura: un modo lento e curioso di viaggiare, dove si scopre la bellezza osservando le tracce invisibili del tempo. Ogni visita è un’esperienza immersiva. Il silenzio delle valli, il fruscio degli alberi, il profumo della resina e l’ospitalità dei borghi creano un mix unico, difficile da dimenticare. Il Parco del Pollino non è solo un’area da esplorare: è un luogo da vivere con rispetto, lentezza e stupore.

BOX
Notizie utili
L’ingresso è gratuito,
non si paga alcun ticket.

In auto il parco è raggiungibile tramite l’autostrada
Salerno-Reggio Calabria uscendo a Lauria Sud, Laino o Campotense e poi seguendo le indicazioni per Rotonda.
Si arriva anche tramite A1 da Roma, A2 da Lamezia e A3 da Napoli.

www.parcopollino.it.

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