Destination Calabria
ll racconto di una terra da vivere e proteggere
Un progetto nato per raccontare e difendere la regione più autentica, da preservare contro ogni forma di sfruttamento.
Per unire natura, sport e cultura in una narrazione condivisa
L’idea di Destination Calabria è nata quando il Presidente degli Aeroporti della Calabria, Marco Franchini, nel nostro primo incontro mi confidò del suo progetto di una pista ciclabile che dall’aeroporto di Lamezia Terme arrivasse fino a Capo Suvero passando a ridosso della nostra grande spiaggia deserta baciata dal vento: uno dei posti migliori al mondo per fare kitesurf, wingsurf, windsurf e tutti gli sport velici. E la mattina presto, prima che il vento inizi a girare ed a soffiare forte, lo scirocco notturno rende quello stesso mare un lago immobile e limpido, una piscina naturale senza corsie. L’ideale per nuotare o pagaiare. Due mari in uno. Nello stesso giorno.
Quella spiaggia ventosa è abbracciata dai morbidi rilievi del monte Mancuso che da quasi 1400 metri digrada dolcemente verso Capo Suvero. Sulle sommità una magnifica faggeta: la foresta di Sherwood con vista mare. Un posto fantastico per la mountain bike ed il trekking. Ma anche solo per godersi il panorama ed il tramonto sulle Eolie e sull’Etna. Non per questo la chiamano La riviera dei tramonti. Per poi, magari, rilassarsi nelle calde acque delle terme di Caronte. Kitesurf, mountain bike, nuoto, mare, boschi, alberi, paesaggi. Sport nella natura. Le mie passioni. Ma soprattutto Calabria. La passione che le contiene tutte. Dissi allora al Presidente Marco Franchini che se è per questo “tutta la Calabria è una pista ciclabile” da percorrere lungo i crinali e le pendici della catena montuosa tra Jonio e Tirreno. Quattro parchi in fila indiana: Pollino, Sila, Serre, Aspromonte: tutti diversi ed uno più bello dell’altro. Da percorrere in lungo (La Ciclovia dei parchi) ed il largo (Kalabria Coast to Coast).
E gli dissi anche che il vento non c’è solo a Lamezia, ma anche a Crotone e dintorni (Punta Alice, Steccato di Cutro) e a Reggio Calabria (Pellaro), vicino agli altri due aeroporti.
Ma soprattutto che la Calabria è una terra unica ed autentica, da salvare a tutti costi nella sua unicità ed autenticità. Da salvare dalla continua predazione dei boschi, dagli incendi (direttamente in loco o nelle criminogene centrali a biomassa), dallo stupro edilizio delle coste, dal consumo di suolo, delle infrastrutture inutili, da “quelli che l’edilizia deve ripartire”, dagli appalti inutili per saldare debiti elettorali, dalla mortificazione del paesaggio. La Calabria che non vogliamo è quella dello sviluppo a scapito del paesaggio, della biodiversità, della bellezza, delle identità culturali, giustificata ancora oggi dal solito squallido ricatto occupazionale.
Il sostantivo è sempre lo stesso. È cambiato l’aggettivo. Prima sviluppo industriale ora sviluppo sostenibile. Da colonia industriale a colonia energetica (hub energetico dicono ora). Non c’è bastata la lezione.
Sembra valere soprattutto in Calabria ciò che diceva San Giovanni Paolo II nella sua prima Enciclica, e cioè che l’essere umano sembra “non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo”. E allora l’idea di Destination Calabria è quella di far conoscere la Calabria che vogliamo, raccontandola incessantemente, suscitando interesse, curiosità, voglia di scoprirla, di viverla, di preservarla.
Ma raccontata da chi?
Dalle persone che già la raccontano spontaneamente sui social, sui media, nei libri, per passione, per restarvi, per alimentare la speranza e la “restanza”. Descrivendo con parole ed immagini esperienze, emozioni, stati d’animo suscitati da luoghi o incontri. I nostri amici social scelti per ciò che raccontano e per come lo raccontano, invitati a fare rete, a convergere su un’unica piattaforma o su un’unica rivista, che amplifichi il racconto delle loro esperienze. Esperienze nella nostra natura così ricca di biodiversità e di bellezza (escursioni, erranze, cammini); esperienze nei luoghi dell’arte, dell’archeologia, del mito, della cultura, della storia, della religione (cammini religiosi e spirituali); esperienze nei paesi che si spopolano, nelle tradizioni, in quello che Francesco Bevilacqua chiama il “neo-pittoresco calabro”. Esperienze tra sport e natura. Non solo bici e kite. In Calabria tutto è possibile: rafting, canyoning, coasteering, arrampicata, snowboard, sci-alpinismo. Ed è possibile nello stesso giorno (la mattina in montagna a ciaspolare tra pini e abeti e il pomeriggio al mare a fare kite: esperienza certificata). Esperienze nella terra del vino, delle eccellenze alimentari e gastronomiche, della cultura del cibo, dei frutti della terra che un miracolo rende i più buoni del mondo. Esperienze nelle terme e nel benessere.
Ho in mente persone come Francesco Bevilacqua, Gioacchino Criaco, Giovanna De Sensi Sestito, Vito Teti, Carmine Lupia, Giorgio Durante, Ginevra dell’Orso, Marta Franceschini, Anna Misuraca, Rosanna Gangemi, Lino Barone, Giampiero Scarpino, Piero Schirripa, Arturo Rocca, Mimmo Catanzariti, e tanti altri.
Ho in mente guide e sportivi appassionati (Lucia Minervino, Pasquale Larocca, Pietro Gangemi, Sabine Ment, Luca D’Alba, Demetrio D’Arrigo, Luca Franzese, Enzo Mercuri e tanti altri che ancora non conosco e vorrei conoscere).
Destination Calabria ambisce a diventare un punto di raccolta di persone così.
Antonio Pileggi
















